Siccità veneto e lombardia: il Garda come possibile soluzione

10 Luglio 2026

 

In Lombardia il deficit idrico è stimato al 36%, pesa soprattutto sull’agricoltura e ha portato Regione Lombardia a confermare le misure di contenimento per l’irrigazione. Nel distretto del Po resta il livello di severità idrica media, dopo l’ondata di caldo e le piogge temporalesche che non hanno compensato la mancanza di risorsa. Anche in Veneto i numeri parlano chiaro. La decisione del presidente della Regione Stefani di proclamare lo stato di emergenza dal 2 luglio 2026 è stata assunta a fronte delle scarse precipitazioni, in particolare a partire da marzo (-21%): un dato peggiorato in aprile e ancora sotto media storica a maggio. Al 31 maggio mancavano all’appello 2,4 miliardi di mc di acqua (-28% dell’intero anno idrologico). Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno migliorato solo in parte la portata del Po e dell’Adige.

La difficoltà riguarda anche i laghi lombardi, chiamati nelle scorse settimane a sostenere i fiumi per garantire acqua ai campi. I livelli di riempimento segnalati sono del 48% per Lago Maggiore e Lago di Como, del 43% per il Lago d’Iseo, del 18% per il Lago d’Idro e del 65% per il Lago di Garda. Solo il Garda mantiene un’altezza idrometrica in linea con la media. Se la situazione dovesse aggravarsi come nel 2022 sarà grazie alla generosità del lago di Garda che i bacini padani potranno veder garantito il loro livello minimo di sopravvivenza.
 


Indietro