Aratura e spianatura delle spiagge: le associazioni ambientaliste lanciano l'allarme

22 Aprile 2025

 

Le trasformazioni in atto lungo le sponde del Lago di Garda, con l’ampliamento di lungolaghi, la sistemazione delle spiagge in vista dell’estate e un utilizzo sempre più orientato alle esigenze del turismo, sollevano nuove preoccupazioni sul fronte ambientale.

A lanciare un appello sulla necessità di una gestione più attenta e sostenibile delle spiagge lacustri verso le Amministrazioni locali sono state nelle ultime ore le associazioni WWF Bergamo Brescia, Unione Pescatori Sportivi del Garda (UPSdG) e il circolo Legambiente per il Garda, le quali hanno sottoscritto un documento, firmato rispettivamente da Paolo Zanollo, Maurizio Scarmigliati e Cristina Milani, indirizzato ai sindaci dei Comuni gardesani, alla presidente della Comunità del Garda Maria Stella Gelmini al presidente della Comunità montana Alto Garda Bresciano Chicco Risatti.

Secondo le associazioni, gli interventi di sistemazione e valorizzazione turistica delle spiagge rischiano di compromettere l’equilibrio di un’area ecologica particolarmente delicata, dove acqua e terra si incontrano e che rappresenta un habitat fondamentale per numerose specie ittiche, alcune delle quali in pericolo di estinzione. Nel testo si invita a considerare la qualità ambientale delle spiagge non solo come elemento estetico o ricreativo, ma come componente essenziale per la tutela della biodiversità del lago. Le associazioni auspicano un maggiore coinvolgimento delle autorità competenti e un cambio di prospettiva nelle politiche di gestione delle rive, affinché si possa conciliare la fruizione turistica con la conservazione dell’ecosistema.
 

"Sospendere o contenere le attività di spianatura"

Questo quanto si legge nella comunicazione firmata Legambiente, Wwf e UPSdG

"Le Spiagge rivestono un ruolo fondamentale per i cicli ecologici del Garda, soprattutto per quel che riguarda i periodi riproduttivi dei pesci, questa realtà è stata totalmente trascurata usando la fragile zona in cui l’acqua incontra la terra solo in funzione turistica: strade, lungolaghi, spiagge.

La scomparsa di questa consapevolezza ha indubbiamente determinato gravi danni alle popolazioni di pesci presenti nel lago tanto in via diretta che per via indiretta.

Ogni attività che interessa, particolarmente in periodo riproduttivo dei pesci, tali ambiti finisce infatti per impattare direttamente o indirettamente sulla consistenza complessiva della popolazione dei pesci dei quali ormai si grida per numerose specie al rischio di definitiva scomparsa.

è per tale ragione che siamo a richiedere che le amministrazioni sospendano e laddove ciò non sia possibile contengano lo svolgimento di attività di “aratura e/o spianatura” delle spiagge che vengono svolte a fini di preparazione della stagione turistica, ottimo sarebbe nel tempo destinare alcune di queste alla riproduzione delle specie più a rischio.

Senza un rinnovato approccio al tema della gestione delle spiagge e dei primi metri di fondale, asserviti al solo sfruttamento turistico, temiamo non ci sarà alcun futuro per l’ecosistema lacustre al quale sarà preclusa la facoltà di reagire ai costanti stress cui è stato soggetto e che si esprimono per via cumulativa.

Fiduciosi nella vostra sensibilità sul tema, vi sollecitiamo altresì a sollecitare l’Autorità di bacino affinché anche con il nostro aiuto costruisca un protocollo volto a definire le migliori modalità di svolgimento delle attività volte alla conservazione degli equilibri ecologici da cui dipende il lago e da cui dipende anche il turismo".


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