Lago più caldo di 1,5 gradi Crescono le specie aliene

28 Aprile 2026

 

Si innalzano le temperature delle acque del lago e gli effetti si fanno sentire sugli organismi viventi e così si assiste a sempre più frequenti fioriture algali, acclimatazione di specie aliene ma anche sofferenza di specie endemiche come il carpione. Da non sottovalutare, inoltre, la presenza di contaminanti emergenti come microplastiche e Pfas, rinvenuti anche nel lago e sintomo di contaminazione ambientale del territorio.
 

Sono, questi, alcuni dati emersi dalla relazione sulla “Salute del lago e l’impatto di inquinamento da plastica e sugli ecosistemi acquatici”, tenuta dal dottor Luca Bonacina, ricercatore all’Unità di Idrobiologia della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, al convegno “Salvaguardiamo l’ambiente per salvare noi”. Convegno organizzato col patrocinio del Comune, dell’Iss Marie Curie di Garda, diretto da Anastasia Zanoncelli, dall’associazione Plastic Free ODV, con la referente provinciale e vice regionale Giovanna Leardini.
 

Bonacina ha illustrato alcune attività svolte dall’istituto di ricerca tra cui «il monitoraggio della qualità delle acque e lo studio degli organismi viventi, in particolare del plancton». Tra gli aspetti più importanti emerge che negli ultimi 30 anni si è verificato un innalzamento della temperatura delle acque che, nello strato superficiale, è passata da 7,75 a 9,25 gradi, un grado e mezzo in più, fenomeno che si riscontra nei laghi a livello globale, a causa del riscaldamento climatico. Ciò ha diverse implicazioni: «Tra queste, ha detto, la fioritura di alcuni cianobatteri, potenzialmente tossici, che vengono in ogni caso costantemente monitorati. Sul Garda questa può accadere sporadicamente, soprattutto a fine estate, in condizione di acque ferme particolarmente calde quindi in baie e non in lago aperto».
 

Dell’innalzamento delle temperature beneficiano inoltre specie Eutermiche «quali il gambero americano (Faxonius limosus), specie aliena invasiva tra le oltre 45 censite nel lago, ma soffrono specie endemiche abituate ad acque più fredde come il carpione che è in pericolo dal punto di vista conservativo anche per la sovrappesca fatta in anni passati e per l’arrivo di specie aliene».
 

Una delle ultime ad aver invaso il lago è la Dreissena bugensis. «È un mollusco bivalve originario dell’Est Europa che ha progressivamente colonizzato i corpi idrici dell’Europa centrale. Dal 2022 è stata ritrovata nel Garda che rappresenta così il primo lago italiano invaso da questo organismo. Negli ultimi due anni la bugensis si è diffusa in tutto il bacino sostituendo parzialmente la Dreissena polymorpha, mollusco a sua volta alieno, insediatosi nel lago negli anni ’70».
 

Contaminanti emergenti

Bonacina ha poi parlato di «contaminanti emergenti». «Riportando evidenze di letteratura scientifica prodotte da altri istituti di ricerca si scopre che tra questi vi sono le microplastiche, ovvero plastiche con dimensione inferiore ai 5 millimetri. Quelle presenti nel lago possono originarsi dalla frammentazione di pezzi di plastica di dimensioni maggiori (come imballaggi o oggetti) o arrivare dal dilavamento del suolo o da immissioni. La concentrazione media riscontrata nelle acque del Garda, in uno dei primi studi pubblicato nel 2018, è di 25.000 particelle per chilometro quadrato, un dato poco inferiore a quella dei laghi di Iseo e Maggiore».
 

Infine, Bonacina ha menzionato un’altra categoria di inquinanti emergenti come i Pfas: «uno studio pubblicato nel 2019 ha riscontrato la presenza di uno di questi composti, il Pfos (acido perfluoroottansolfonico) nella specie ittica Alosa agone, con una concentrazione media di 4,8 nanogrammi su grammo di campione. Questi valori, tra l’altro simili a quelli riscontrati in altri laghi come l’Iseo o il Como, seppur contenuti, sono sintomo di una contaminazione antropica di fondo tipica dei territori che sono fortemente industrializzati».

Fonte: Articolo sezione Garda-Baldo de L'Arena 22 aprile 2026 di Barbara Bertasi


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