L’amara estate del Garda: «Mancano italiani e tedeschi, gli ospiti del Nord Europa se ne stanno nei campeggi»

12 Agosto 2025

 

Le inevitabili ricadute sulle economie dei Paesi europei delle crisi internazionali incidono sempre più sul potere d’acquisto della gente. E se poi vi si interfaccia il listino prezzi salito vertiginosamente (si parla del 30 fino al 50% di rincaro viaggi) a soffrirne in primo luogo è il turismo. «La stagione quest’anno non sta andando a gonfie vele come si vuol far credere», è il leitmotiv di molti commercianti ed esercenti.
 

Il cambio nel turismo

«C’è un cambio di turismo: mancano i tedeschi e gli italiani, in parte compensati da maggior arrivi dal Nord Europa. Ma i turisti dell’estremo nord non sono abituati allo stile di vita di noi italiani o dei tedeschi, che si sono un po’ omologati a noi. Loro non fanno gli aperitivi o lo shopping nei negozi, stanno soprattutto nei campeggi» spiega Fabio Pasqualini, presidente di Confcommercio Bardolino e titolare di un «impero» bardolinese di attività turistiche fatte di locali storici del paese (come la gelateria Cristallo e il caffè Bardolino), una profumeria, appartamenti e affittacamere. «I miei clienti tedeschi mi raccontano che a tenerli a casa sono anche i lavori che stanno realizzando per il “ponte Europa” con una sola corsia aperta sull’autostrada del Brennero: se prima il viaggio dalla Baviera durava cinque ore, adesso ce ne mettono sette. Anche chi ha la seconda casa, quindi, qui non viene giù tutti i fine settimana».
 

Il commercio soffre

Nel mese di luglio si vedevano piazze e vie dei centri dei vari paesi con poca gente, come anche la strada Gardesana libera dalle consuete colonne di auto con targhe straniere. «Il commercio sta soffrendo molto di più degli altri comparti, calcoliamo una flessione sull’anno scorso che va dal 10 al 20% - continua Pasqualini -. E se guardo Booking.com anche ad agosto trovo tantissimi posti liberi. Il lavoro crolla dopo le 22.30/23, quando prima si arrivava almeno fino alla mezzanotte. Il lago non attrae più come una volta, con giovani e persone di mezza età che non sanno come divertirsi dopo cena. Si continua a parlare di “overtourism” facendo credere che ci sia troppa gente ovunque ma in realtà non c’è nessuna ressa».
 

Il settore alberghiero

Anche il settore alberghiero lamenta la flessione ed esprime preoccupazione. «Vediamo dei cambiamenti anche noi - sostiene la presidente degli albergatori di Lazise, Virginia Torre -. Fin dall’inverno abbiamo le prenotazioni degli affezionati, ma mancano completamente il last minute e coloro che prenotano una settimana prima per i 15 giorni successivi. Mancano proprio le telefonate o le e-mail di richiesta. Abbiamo il 70/80% di prenotato ma il rimanente 20% rimane vuoto. Gli italiani sono pochissimi: fanno i 2-3 giorni, o il weekend e basta». Incide molto l’aumento prezzi? «Ovunque sono cresciuti troppo costi e prezzi. Anche per mangiare una pizza una famiglia di 4 persone, se prima spendeva 50 euro, ora ne sborsa il doppio. Gli stranieri mangiano presto, alla sera ci sono i ristoranti pieni fino alle 22 dopodiché non si vede più nessuno».
 

I campeggi sono pieni

In questo primo weekend di agosto si è comunque notata una gran folla di turisti circolare ovunque. A fine luglio sono ritornati in massa olandesi e danesi, andando un po’ a supplire la riduzione di tedeschi. «Leggo da stampa e sento dire da tutti che la stagione è fantastica. Non è così, nella vita si possono raccontare tante cose - commenta anche Giovanni Bernini, presidente di Asso camping, l’associazione che raggruppa i campeggi della costa veneta del Garda -. Si lavora tanto nei fine settimana, ma adesso la gente c’è e i campeggi sono pieni. C’è stato un leggero calo fino alla prima decade di luglio, ma dopo ci siamo ripresi. Sento dire che c’è scarsità di prenotazioni dalla metà di agosto. Io sostengo che sul lago, come ovunque, i prezzi sono aumentati troppo, e la gente ci sta attenta».


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