Raggiunta l’omeotermia del Lago di Garda

06 Febbraio 2024

 

Proprio in questi giorni le acque del Lago di Garda si stanno avvicinando all’omeotermia ovvero il momento in cui la temperatura degli strati superficiali equivale a quella degli strati più profondi, dove resta costante intorno ai 7,5°.
Queste sono tra le condizioni ideali affinché si verifichi un rimescolamento, piú o meno completo, delle colonne d'acqua gardesane. Un fenomeno molto importante per l'ossigenazione delle acque profonde e non solo.In primavera poi, al riscaldarsi delle temperature, le acque cominceranno a stratificarsi dividendosi, nell'alto lago soprattutto, virtualmente in tre differenti colonne a diversa temperatura. Di seguito un approfondimento, del Vice Presidente della Comunità del Garda, Filippo Gavazzoni, ribattezzato come “ il lungo respiro del lago di Garda” per chi fosse interessato a comprendere questo fenomeno.
 

“Cosa succede nel Lago in primavera con l’aumentare delle temperature?
Succede che le colonne d’acqua riscaldandosi cominciano a stratificarsi, dividendosi in zone termiche definite, dalla superficie verso gli strati più profondi.
La stratificazione si “innesca” lentamente con i primi tepori primaverili, normalmente verso fine marzo, quando il Lago, dopo l’omeotermia invernale (ovvero quando registra pressochè la stessa temperatura in superficie come nelle massime profondità), comincia a scaldarsi appunto stratificando, tanto da potersi dividere in 3 fasce termiche differenti ad estate inoltrata.
Difficile da visualizzare? Provo a fare un esempio “simpatico” che credo possa aiutare a rendere bene l’idea.
Pensiamo quindi al Lago di Garda come fosse una grande torta a 3 strati.
Tagliamo una fetta e potremo così apprezzarli visivamente.
Lo strato più superficiale, l’epilimnio, si estende dalla superficie fino a circa 20mt di profondità in estate, con una temperatura compresa tra i 26° fino a 16°.
Sotto l’epilimnio vi è poi uno strato intermedio che si chiama metalimnio.
Il metalimnio altro non è che uno strato “cuscinetto” tra la parte calda superficiale e quella profonda e fredda che si aggira sui 7,5°, come fosse, ripensando alla fetta di torta, lo strato di pan di spagna che divide la panna sopra (epilimnio) e la cioccolata sotto (ipolimnio).
Nel metalimnio, indicato più per “convenzione”, le temperature calano bruscamente.
Infine, sotto il metalimnio, abbiamo l’ipolimnio, lo strato di cioccolato della fetta di torta per capirci, che è la parte più voluminosa profonda e fredda, che raggiunge le massime profondità del Lago di Garda, dove la temperatura non scende mai al di sotto dei 7,5°.
Il grafico in allegato, dal libro “L’Ittiofauna del Lago di Garda” di Ivano Confortini, riporta nell’agosto del 1993, un calo termico costante fino a circa 40mt di profondità, con il termine dell’epilimnio sui 25mt, poi una riduzione ulteriore fino a circa 50mt, il metalimnio.
Da circa 60mt fin sul fondale si scende sotto gli 8°, quinidi l’ipolimnio, che vedete praticamente costante in temperatura, in oltre 250 mt di discesa.
Per visualizzare come uno strato liquido possa galleggiare sul sottostante pensiamo a dell’olio versato in un bicchiere d’acqua.
Il calore del sole infatti riscalda l’acqua che diventa più leggera e galleggia sopra quella più fredda, che è più pesante e densa.
Al raffreddarsi poi della superficie quell’acqua aumenta di peso, conseguentemente all’aumento di densità e affonda sempre più, rimescolando come una lenta centrifuga i volumi acquei.
Ecco che a questa stratificazione estiva segue poi un rimescolamento autunnale/invernale.
Questa è la danza silenziosa che da sempre le acque del Lago di Garda compiono con l’alternarsi delle stagioni, con l’aumento e la diminuzione delle temperature.
E’ una danza lenta o meglio ancora un lungo respiro, che l’acqua compie per ossigenare tutto il suo volume…proprio come noi respiriamo per ossigenare il sangue che a sua volta permea, con la circolazione sanguigna, ogni tessuto e organo del corpo umano.
Non c’è molta differenza a pensarci bene…il concetto è questo.
Questo rimescolamento, che inizia in autunno e raggiunge la sua massima intensità a marzo, non sempre riesce però ad interessare gli strati profondi.
Il surriscaldamento globale, con inverni sempre più miti, influisce negativamente in questo “respiro”, in questa danza e ciclo biologico vitale per il Lago di Garda e non solo.
Quindi ecco…a volte sentiamo alla tv notizie sul riscaldamento globale che sembrano sempre “distanti”, che non ci riguardano…in realtà non è affatto così”.


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