30 Giugno 2023
Dopo la scorsa stagione estiva da record, il 2023 non ha preso il via con lo stesso ritmo per quello che riguarda il turismo sul Benaco: il basso Garda, sponda bresciana, ha registrato tra maggio e giugno un preoccupante calo di turisti. Complice l’aumento dei prezzi, applicato un po’ da tutte le attività ristorative e strutture ricettive di Desenzano e Sirmione per far fronte all’aumento dell’energia e delle materie prime, non è più una questione di percezione e quasi tutti gli operatori confermano: «Siamo sotto tono, anche se lontani da un crollo del mercato. Ma una stagione migliore di quella scorsa sembra essere una chimera».
Nel 2022, con 1,3 milioni di pernottamenti, Sirmione era stata la località più gettonata del Garda bresciano mentre Desenzano con 1 milione aveva stabilito il record di sempre. Le vacanze di Pasqua sembravano promettere più che bene ma l’illusione è durata poco: «Non solo sono aumentati i prezzi considerando anche il tasso d’inflazione ma anche il potere d’acquisto delle famiglie è stato colpito - spiega Emanuele Bonotto, proprietario di un albergo e di una casa vacanze oltre che consigliere di Federalberghi -. Il giro turistico resta comunque più che buono, non bisogna lamentarsi e la stagione è ancora lunga, il nostro resta sempre un angolo di cielo caduto in terra. La diminuzione di presenze si compensa con l’aumento di fatturato e bisogna tener conto di molte concause per spiegare questa situazione».
Secondo Bonotto infatti anche il maltempo delle ultime settimane (contrapposto al bel tempo in Germania) ha influito pesantemente sulle prenotazioni che sono sempre più last minute; inoltre l’albergatore sottolinea anche un altro aspetto visto che «non hanno aiutato certe campagne di informazione forse un po’ distorte, dalla siccità all’aviaria, quando mai come adesso il Garda gode di ottima salute».
Anche secondo Fabio Barelli, proprietario dell’hotel Catullo di Sirmione, il meteo ha inciso sulla situazione e non solo: «Per un turista straniero l’Italia è un tutt’uno, anche le immagini drammatiche dell’Emilia hanno condizionato. I prezzi sono più alti è vero ma l’immagine e la salute del lago a Sirmione è garantita dall’essere tornati a essere bandiera blu».
Convinto che il caro vacanze sta influendo sui numeri è di sicuro il presidente di Hotel Promotion e di Visit Brescia Marco Polettini: «È il turista di livello medio-basso che sta venendo a mancare, i salari delle famiglie sono fermi - spiega Polettini che a Desenzano è proprietario dell’hotel Piccola Vela -. È anche vero che il territorio non può sostenere morfologicamente certi flussi turistici e quindi bisogna puntare a un livello qualitativo più alto. Sarebbe utile disporre dei numeri della tassa di soggiorno anche adesso per mettere in campo contromisure appropriate».
Ma a Desenzano c’è anche una voce fuori dal coro: «Calo di presenze? Semmai sono in aumento - esordisce Giuseppe Caccamo, proprietario dell’hotel Desenzano e presidente di Assohotel Lombardia orientale -. Le tariffe sono aumentate di poco rispetto agli aumenti che abbiamo subito arrivati anche al 50% e personalmente ricevo già prenotazioni per il 2024-2025». Sono invece quasi tutti concordi bar e ristoranti del centro storico di Desenzano, che a loro volta qualche aumento lo hanno dovuto applicare. «Ci sono meno presenze ma non è l’aumento del caffè la causa -. spiegano al bar del Porto in piazza Malvezzi -. Anche gli stranieri hanno meno soldi in tasca, il turismo mordi e fuggi non consuma e quindi non aiuta».
Silvia Avigo e Alessandro Romele
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