«Troppo cemento sulle coste I pesci non si riproducono»

28 Gennaio 2025

 

Frenare la cementificazione delle coste e prevedere il ripristino degli habitat per i pesci, altrimenti il lago di Garda sarà arricchito da infrastrutture di richiamo per i turisti, ma perderà ancor più la sua bellezza naturale.
 

L'appello

«Un domani, senza i pesci e gli uccelli che lo abitano, rischia di diventare una bella piscina ma non essere più un ecosistema», è il monito di Maurizio Scarmigliati, presidente dell'Unione pescatori sportivi del Garda (Upsdg), sodalizio che riunisce tredici associazioni sulle tre sponde per un totale di circa cinquecento associati. «Il Garda sta attraversando uno dei suoi momenti più bui», scrive l'Upsdg in una lettera aperta, a causa del drastico e progressivo calo di alcune delle sue specie ittiche più rappresentative, come coregone (lavarello), alborella (aola) e agone (sardina), ma anche cavedano e triotto. «Nuovi edifici, passeggiate, resort e ciclabili sono in costruzione in tutto il nostro lago», evidenziano i pescatori sportivi, con la conseguenza che si sottraggono i preziosi bassi fondali di ghiaia lungo le coste dove molte specie di pesci, come quelle elencate, vanno a riprodursi. Gli esempi non mancano: ci sono le ciclabili già realizzate tra Brenzone e Malcesine e i tratti di ciclovia in costruzione in località Baitone a Malcesine e a Torri del Benaco, mentre sulla sponda lombarda preoccupano gli interventi sul lungolago di Desenzano e a Barbarano (Gardone Riviera), dove «è logico pensare che il bellissimo bagnasciuga a lago, teatro di secolari freghe di lavarelli, cavedani, triotti e altri ciprinidi compresa l'aola, lascerà il posto a scalinate, pontili e posti barca e ben presto si farà pressante la richiesta di ampliamento o costruzione di nuovi porti turistici, della creazione di nuovi campi boe e dell'allargamento di quelli esistenti per compiacere un turismo sempre più pressante», denuncia l'Upsdg.

L'appello è rivolto alla politica locale, alle associazioni ambientaliste e ai pescatori di professione. «Abbiamo più volte chiesto alle amministrazioni comunali di ripristinare il letto di ghiaia per ricreare i bassi fondali al di là delle massicciate costruite dove prima c'erano le spiagge», fa sapere Scarmigliati. «Hanno promesso che lo avrebbero fatto, ma così non è stato. Lanciamo adesso questo messaggio perché la cosa sta diventando enorme: si continua a costruire senza far nulla per ricreare gli habitat adatti ai pesci. Se si vogliono fare le opere si devono progettare anche gli interventi di mitigazione ambientale».
 

La questione

Il problema va oltre la cementificazione: «La scorsa primavera e successo che in alcune zone si è andati a livellare le spiagge con le ruspe durante il periodo riproduttivo del cavedano, distruggendo le freghe», fa presente Scarmigliati. Il richiamo è poi alle associazioni ambientaliste: alcune, riunite nel Coordinamento interregionale per la tutela del Garda, sono già impegnate nella battaglia contro la realizzazione dei tratti di ciclovia a sbalzo nel medio e alto lago, ma si chiede «soprattutto a quelle rappresentate a livello nazionale di fare da megafono anche sulla necessità di riqualificare le aree dove comunque le opere vengono fatte», aggiunge il presidente di Upsdg. Infine un appello ai pescatori di professione, un centinaio sull'intero Garda: «Sono come gli agricoltori che devono aver cura del loro campo mantenendolo produttivo, invece spesso si limitano a chiedere nuove immissioni di pesci e non il rispetto del territorio. Bisogna che si uniscano al nostro appello, ne va anche del loro lavoro», conclude Scarmigliati, «stiamo cercando di coinvolgerli con la regia della Comunità del Garda, è importante essere uniti».


 

Leggi l’articolo sull’Arena del 29/01


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