La pesca nel Lago di Garda: ieri, oggi e domani

16 Maggio 2023

 

Giovedì 11 maggio alla Dogana Veneta di Lazise si è tenuto il forum annuale dei club Rotary di Peschiera e del Garda Veronese, Riva del Garda, Salò e Desenzano del Garda. Il tema per questa 28esima edizione era “La pesca nel Lago di Garda: valore storico, situazione attuale e prospettive.
Hanno partecipato il dott. Lucio Ceresa, Segretario Generale della Comunità del Garda, con un intervento sul tema: “Il valore storico della pesca: la civiltà e l’identità gardesana prima dell’incremento del turismo iniziato negli anni ‘50”; il dott. Ivano Confortini, ittiologo della Regione Veneto, con un intervento sul tema: “La situazione attuale delle varie specie di pesce del Lago di Garda: il relativo fabbisogno per un utilizzo locale ed il ripopolamento delle specie autoctone” e il dott. Nico Salmaso della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige con un approfondimento: “Gli effetti dei cambiamenti antropici e climatici sulla qualità del Lago di Garda”. Presente anche Elisa De Berti, vicepresidente della Regione Veneto
Il punto di vista condiviso ha riguardato il futuro del Lago. Il turismo di massa con il conseguente traffico stradale e nautico associato ai cambiamenti climatici hanno stressato l’equilibrio lacustre. Il dottor Ivano Confortini ha ben illustrato i pericoli per le specie ittiche e quali soluzioni adottare per il ripopolamento. 
La pesca annuale e costante si scontra già con i problemi dovuti all’innalzamento delle temperature ed all’abbassamento del livello delle acque. Ma i problemi non ci sono solo per la pesca ed il mantenimento dell’ecosistema. L’intervento del dottor Salmaso ha infatti puntualizzato come l’eccessiva antropizzazione del lago abbia modificato il paesaggio con conseguente diversificazione delle specie animali e vegetali presenti. 
Filippo Gavazzoni, vicepresidente della Comunità del Garda, ha moderato l’incontro. Al termine della seduta, anche il suo commento è andato nel verso della tutela del Lago. Non è più possibile infatti pensare ai grandi numeri durante i mesi di luglio ed agosto ed alle conseguenze che rimangono quando i turisti se ne vanno. Il Lago vive di turismo ed è grazie a questo che si è sviluppato così tanto nel tempo. D’altro canto è sotto gli occhi di tutti che i cambiamenti drastici dovuti all’urbanizzazione dagli anni 50 non sono più sostenibili. 
Stiamo perdendo alcune tipicità, ma le soluzioni per mantenere l’autenticità della zona sono alla nostra portata. I rimedi proposti partono dalla spinta alla destagionalizzazione: far vivere il lago tutto l’anno porterebbe ad una distribuzione equilibrata dei turisti ed eviterebbe gli ammassi estivi. Questo è già un buon modo per impattare meno sull’ambiente.
La seconda buona pratica riguarda il controllo dei flussi. Con la limitazione degli accessi si arriverebbe ad una gestione sostenibile delle risorse. Il tema però è molto delicato perché gli accessi al lago sono molteplici e gestiti da realtà diverse. Servirebbe in primis un accordo tra i vari organi e poi una decisione condivisa sull’organizzazione per tale controllo. 
Aggiungendo poi una promozione spinta di pratiche sostenibili, si potrebbe vivere il Garda senza consumarlo. Le pratiche da promuovere vanno dalla viabilità, quindi preferenza mezzi alternativi all’auto, alla scelta di attività sostenibili e di valorizzazione del territorio. 


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