Lago di Garda e Verona. Dall’ alta stagione all’ overtourism il passo è breve

24 Luglio 2024

 

 

Ormai è noto a tutti che la città di Verona e i suoi dintorni, soprattutto il lago di Garda, “soffrono” di un eccessivo affollamento turistico che si condensa nel periodo che va da marzo/aprile ( in concomitanza della Pasqua) ad ottobre inoltrato, diventando di fatto, la nuova alta stagione. È un tema molto discusso da tempo dai diversi attori del territorio e sindaci delle località turistiche, ma che ad oggi non ha ancora raggiunto una soluzione concreta che possa alleviare la pressione antropica del turismo concentrata in quei pochi mesi dell’anno.
 

LAGO DI GARDA. L’overtourism interessa da tempo il territorio gardesano e lo si percepisce ancora di più poiché i paesi sono di piccole dimensioni. Di recente un giornalista del corriere della sera si è immedesimato nel turista che in un pomeriggio di luglio, visita Sirmione, la perla del lago di Garda. Quello che ha vissuto però, è stato a dir poco sgradevole, considerando anche le elevate temperature raggiunte in quel giorno: una coda di 40 minuti per trovare parcheggio, una folla di persone riversa tra le vie del centro storico, negando così la possibilità di ammirare i meravigliosi scorci che la cittadina è solita regalare, gelati che costano quanto una pizza margherita e piccole spiagge che sembrano formicai dato il gran numero di persone presenti. Per non parlare delle difficoltà che i mezzi di soccorso incontrano per raggiungere e assistere chi ne ha bisogno, rimanendo a volte bloccati nel traffico, non solo automobilistico ma anche “umano”.

VERONA. Il problema di sovraffollamento lo conosce bene anche Verona. L’assessora in Comune a Cultura, Turismo e Rapporti con l’Unesco, Marta Ugolini, ritiene “necessaria e imprescindibile la cooperazione dell’intera filiera del comparto per far fronte al problema attraverso progetti sostenibili”. Ci sono punti maggiormente sensibili a questa tematica come il cortile di Giulietta che crea non pochi disagi con code chilometriche per poter accedere e visitare il famoso giardino. Prenotazione e ingresso a pagamento sembra essere la soluzione che entro fine anno entrerà in vigore per ovviare al problema sopra citato. In merito all’idea del numero chiuso in città con il pagamento del ticket d’ingresso per i turisti come sta facendo Venezia (idea sollevata dall’assessore regionale Caner), Ugolini è di tutt’altro avviso. Impossibile applicare questo modello a Verona, in quanto gli accessi sono innumerevoli e di difficile controllo e gestione in un caso come questo, e anche perché si vuole lasciare lo status di “cittadina libera e di libera circolazione”. Il controllo del numero di persone è utile in concomitanza di alcuni eventi come i mercatini di Natale, ma non può essere la soluzione. L’alternativa, dunque, sembrerebbe essere, ancora una volta, la destagionalizzazione dell’offerta turistica, spalmare il flusso turistico su tutti i mesi dell’anno con iniziative e pacchetti specifici, e su tutti i territori del Veronese, non solo la città e il lago ma anche in Valpolicella, Lessinia, Pianura dei Dogi e Soave- Est Veronese.
 

Concludendo, il disagio creato dall’overtourism non ricade solo sul turista che quasi certamente non potrà godere a pieno di tutte le bellezze che Verona e il Garda sanno regalare, ma anche e soprattutto sugli abitanti, sulle persone che vivono in questi luoghi meravigliosi, e che ogni estate vengono sommersi e travolti da onde di vacanzieri che, inevitabilmente, modificano e influiscono la loro qualità di vita, intaccando anche quella dei servizi che vengono offerti.Il problema è attenzionato e tutti ne sono consapevoli: c’è chi sarebbe a favore del numero chiuso, come sta accadendo a Venezia, chi crede che non sia la soluzione più adatta, chi troverebbe nella destagionalizzazione dell’offerta, la risposta. Incentivare il turismo anche nei mesi di poca affluenza come soluzione per ovviare all’overtourism, sembra una sfida, lontana però, dall’essere vinta.

 

 


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