25 Marzo 2025
Dalla carta alla realtà, si fa strada l’espansione urbanistica nella fascia a lago di Castelnuovo del Garda, a cominciare da un albergo. Si tratta di una lingua di terra di un chilometro e mezzo e profonda circa un chilometro fino alla Gardesana, ma che si estende ben oltre considerando i terreni ancora verdi ad est della strada. Rispetto ad altri territori affacciati sul lago, quello castelnovese è per ora tra i meno cementificati perché il grosso delle previsioni edilizie inserite nei vecchi piani regolatori degli anni ’80 e ’90 deve ancora essere realizzato.
Piani di lottizzazione
In ballo ci sono centinaia di migliaia di metri cubi di volumetria turistico-ricettiva, residenziale e commerciale. Alcuni piani di lottizzazione sono stati avviati (come la ricostruzione, con ampliamento, del supermercato Migross e il quartiere residenziale alle sue spalle) altri sono fermi da anni (il residence incompiuto vicino all’ospedale Pederzoli) e altri ancora sono in procinto di partire. È il caso del Piano urbanistico attuativo «Ca’ Lina»: quasi 23mila metri cubi di struttura alberghiera su un terreno di circa 35mila metri quadri in prossimità della rotonda tra la Gardesana, via Derna e via Gasparina. Il progetto è in Regione per la Valutazione di impatto ambientale, a cui seguiranno altri passaggi tecnici prima del rilascio dei permessi di costruire.
Il progetto ha già subito una modifica su indicazione della Soprintendenza, che per alleggerire l’impatto paesaggistico ha prescritto di separare in tre corpi di fabbrica l’unico grande edificio previsto in origine. Nella volumetria rientrano i 3.523 metri cubi dell’agriturismo Ca’ Lina e un bonus di 2.500 mc (pari al 15% della volumetria originaria) stabilito dalla legge regionale.
L’accordo di pianificazione
L’accordo di pianificazione stipulato con il Comune rientra tra i sei che hanno concretizzato la «variante lago» introdotta nel 2004 dalla prima amministrazione Bernardi per ridurre la cubatura stringendo accordi con i privati per arrivare alla cessione dei terreni del Parco del lago: un’area verde di 40 ettari (al momento solo 10 già di proprietà comunale) da località Ronchi, al confine con Gardaland, alla strada del Campanello al confine con Peschiera.
«Nel 2004 ci siamo trovati con circa 290mila metri cubi previsti in zona lago e l’obiettivo era dimezzarli», ricorda il sindaco Davide Sandrini, all’epoca alla prima esperienza in Consiglio. Si arrivò a mantenere 160mila mc nella fascia più vicina al lago e a traslarne 74mila a est della Gardesana, con una riduzione complessiva del 20%. «Il Parco è un polmone che mitiga l’antropizzazione e il carico edificatorio. Non si può togliere con un colpo di spugna ciò che è stato previsto negli anni ’80 e ’90», prosegue, «si sono generati diritti e 20 anni fa abbiamo scelto di contrattare coi privati come da normativa regionale».
Il Parco del lago
Quanto al Parco, da qualche mese è iniziata la riforestazione con i Servizi forestali della Regione, ma mancano il progetto per la sua fruizione e i fondi. Parco e previsioni urbanistiche della zona sono legati a doppio filo: la Soprintendenza prima di rilasciare i pareri sulle seconde chiede lumi sul cronoprogramma per realizzare il primo. Nei prossimi anni attorno al Parco sorgeranno vari insediamenti, tra cui altri 37mila metri cubi di alberghiero e 40mila destinati al «Gardaland bungalow village» (progetto fermo al 2017), questi ultimi parte di una volumetria di 100mila mc da realizzare anche ad est della Gardesana. Prevista poi l’espansione del campeggio «Del Garda Village» e la nascita di uno nuovo al posto dello stabilimento meccanico Saima.
Agli accordi della «variante lago» si aggiungono altri progetti, come la lottizzazione residenziale «Forte Polveriera» in via Piero Pederzoli, di proprietà dell’ospedale, e un terzo supermercato da realizzare vicino ai due esistenti. Insediamenti che avranno una ripercussione sul traffico e sulle infrastrutture idriche e fognarie.
Nell’esporre il parere di competenza in merito al piano Ca’ Lina, Azienda gardesana servizi ha fatto detto che gli allacciamenti all’acquedotto «potrebbero avere dimensioni limitate» per garantire che la risorsa idropotabile sia destinata al solo consumo umano. Per altre necessità, tra cui irrigazione e piscine, «dovranno essere individuate fonti di approvvigionamento alternative» come pozzi e cisterne.
Leggi l'articolo completo tratto da L'Arena del 23 marzo: https://www.larena.it/territorio-veronese/garda-baldo/castelnuovo-del-garda-lottizzazione-vista-lago-1.12626910