23 Maggio 2023
Con l’apertura della stagione turistica arriva puntuale anche il problema della congestione del traffico, associato non solo all’impatto ambientale che procura ma anche al tema della sicurezza.
Le proposte negli anni sono state varie, ma si sono sempre scontrate con la difficoltà di realizzazione dovuta alla morfologia delle coste e quindi a cascata con i costi elevatissimi. La strada che corre lungo tutto il lago è molto stretta, in molti punti attraversa anche i centri abitati ed in altri affianca dirupi o versanti delle colline. Il suo allargamento è per questi motivi irrealizzabile.
Le alternative negli anni sono state per la costruzione di tunnel, che però da un lato comprometterebbero irrimediabilmente il paesaggio e dall’altro avrebbero dispendio di risorse elevato.
Anche per l’installazione di una linea ferroviaria sono state avanzate in passato alcune proposte, sistematicamente bocciate o per il loro percorso (sarebbe invasiva la costruzione dei binari) o sempre a causa dei costi.
Qualche giorno fa si è tenuto a Torri del Benaco un convegno sulla sicurezza stradale. Il sindaco ha proposto di valutare la creazione di una via alternativa, che non deturpi troppo la natura dei luoghi. Ora che ci sono le risorse finanziarie in arrivo con il PNRR è il momento di parlarne ed approfittarne. Una seconda arteria di accesso alle sponde lacustri darebbe aria ai paesi sulle rive e migliorerebbe la qualità della viabilità.
Nel febbraio dello scorso anno era stato approvato dalla Giunta del Veneto un protocollo d'intesa con Rfi per avviare una collaborazione per la realizzazione di un programma condiviso per lo sviluppo di una proposta di collegamento ferroviario con l'Aeroporto Catullo e per la realizzazione di una mobilità sostenibile e intermodale sulla sponda orientale del lago di Garda, incentrata sulla componente ferroviaria. L'intento era quello di migliorare l'accessibilità alle aree turistiche risolvendo le problematiche infrastrutturali connesse all'incremento dei flussi turistici nell'area del Garda.
Un problema che ha portato le tre province che si affacciano sul lago alla medesima conclusione: rafforzare i percorsi ferroviari, con linee nuove. Verona ne sta progettando una che arrivi a Lazise e Bardolino, Trento vuole creare un collegamento da Rovereto a Riva-Torbole e Brescia intende ridurre il traffico sulla 45bis, con una linea dedicata verso Roè Volciano e Salò. Sulla direttrice bresciana si pensa ad una metro-tramvia veloce, sul modello delle tramvie francesi e simile, per alcuni aspetti, alla Bergamo-Val Seriana.
In vista delle già paventate novità previste per il trasporto pubblico da Brescia al lago di Garda, la notizia delle ultime ore è che la metro-tramvia veloce sia il sistema di trasporto che risulta “più performante”. Su richiesta della Provincia, l’Università di Brescia ha condotto uno studio di pre-fattibilità. Sono stati presi in esame diversi parametri per poi concludere che questa sia l'opzione migliore perché ha una buona velocità commerciale, costi più contenuti e tempi più celeri per la realizzazione.
Ora, nei prossimi due mesi, si sceglierà il tracciato, tra le due ipotesi in campo: a fianco della 45 bis, ipotesi meno complessa, ma capace di intercettare meno passeggeri; o passando nel centro dei paesi. Quindi, nel prossimo autunno, si giungerà all’analisi costi-benefici e si chiuderà lo studio, per valutare l’attuabilità tecnica ed economica. Più di 18 chilometri, per un costo stimato di circa un milione di Euro, ma i collegamenti tra le località benacensi farebbero un enorme salto di qualità.
Al prossimo incontro di settembre saranno disponibili ulteriori analisi sui costi e benefici e sarà la fase più importante perché potrebbe finalmente dare il via alla decisione definitiva.